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sabato, Maggio 21, 2022

Un diamante oltre la morte, perché trasformare un caro defunto nella pietra perfetta

Qualche anno fa Daniela Lauri, impiegata romana del Tuscolano, ha ricevuto una pubblicità sul telefonino. Il mittente era Algordanza una società elvetica nata nel 2004 che aveva creato una nuova forma di sepoltura: la trasformazione delle ceneri di cremazione in diamanti.

Racconta Daniela “ Potrei dire che ho conosciuto Algordanza per caso, anche se ad oggi so che nulla accade per caso. Quel messaggio mi ha incuriosito ho aperto il sito e ho letto. Dentro di me è scattata una frase del tipo “ohhhhh finalmente qualcosa di bello!Dietro questo pensiero c’era un percorso personale di ricerca, approfondito grazie all’accademia olistica Gioha Giordano. Devo assolutamente ringraziare Gioha Giordano perché è grazie a lei che ad oggi sono consapevole  che la morte fisica è solamente la fine della vita terrena e l’inizio di una nuova vita, in una dimensione diversa,  e che i nostri cari restano sempre accanto a noi seppur non visibili nel vero senso della parola.” Proprio questa convinzione l’ha portata a rivolgersi ad Algordanza quando sua madre  il 14 novembre 2020 muore per Covid, contratto durante la sua permanenza in una struttura per curarsi della patologia importante che la affliggeva. Una morte resa ancora più triste dalla lontananza che la contingenza del momento imponeva ai familiari degli ammalati. Un dolore reso ancora più cupo dalla rabbia di non poter far visita a sua madre, tenerle la mano nel momento cruciale.

Il diamante della memoria di Daniela

Daniela ha deciso di  affidare le ceneri di sua  madre ad  Algordanza, perché ha visto in questa azienda il pieno rispetto di ogni forma di credo e religione ed è riuscita a  trovare  esattamente ciò che rispecchia il suo  pensiero sulla morte: niente finisce tutto si trasforma.

Algordanza, grazie al suo meraviglioso lavoro” racconta Daniela “ha trasformato in realtà il mio desiderio, quello che, mia madre fosse quella luce meravigliosa che desideravo continuare ad avere accanto. Ho ricevuto il diamante, nato dalle ceneri di mia madre e ne ho fatto un pendente, unico, incastonato solo per me. E’ il mio diamante della memoria che tiene  accesa  la sua luce.  La prima volta che ho stretto nella mano questa pietra preziosa non posso che tradurre la mie sensazioni con una sola parola: gioia.  Il diamante  mi ha regalato inoltre anche la possibilità di prendere le distanze dai fatti. Non che me ne sia dimenticata ovviamente, ma mi aiuta a pensarci con meno rabbia e dolore”. conclude Daniela Lauri.

Il diamante della memoria di Daniela

Algordanza

La società elvetica Algordanza, dal romancio “ricordo”, ha messo a punto una procedura che consente di estrarre il carbonio dalle ceneri di cremazione e di trasformarlo in diamante  senza aggiunta di sostanze estranee, replicando in laboratorio le stesse condizioni di temperatura e pressione elevate che portano alla formazione di queste preziose gemme in natura. Al termine del processo è possibile tenere sempre con sé un autentico diamante con tanto di certificato di autenticità e di legame con l’urna consegnata.
La società svizzera accoglie urne di tutto il mondo. Le ceneri provenienti dall’Italia vengono trasferite con regolare passaporto mortuario. Attualmente l’azienda evade circa  1000 gli ordini all’anno in tutto il mondo e dal 2004 ha superato la quota di 12mila ordini.

Dopo un’esperienza iniziale limitata ai paesi di lingua tedesca, l’attività di Algordanza si è consolidata in molti Paesi europei e in Giappone in particolare, con una rappresentanza estesa a 35 Paesi al mondo. Per i clienti italiani sono già stati realizzati quasi un centinaio di diamanti. 

Per creare un diamante occorrono sei mesi

Dalla casa madre nel cantone dei Grigioni spiegano: “Il Diamante della Memoria è una forma di sepoltura che consente di mantenere un contatto tangibile con la persona amata scomparsa e donarle eternità. Il diamante diventa luogo dove concentrare lutto, memoria e gioia dei ricordi della persona cara scomparsa. Al tempo stesso il diamante agevola la commemorazione e la condivisione in armonia con le moderne esigenze di spostamento e talvolta di sradicamento dalla terra natia. Il processo di creazione dura circa sei mesi e quello che ne risulta è un diamante a tutti gli effetti“.

Un momento della lavorazione



Riteniamo che questa soluzione, liberamente scelta, possa rappresentare una valida alternativa alla sepoltura tradizionale e anche stimolare la pratica della cremazione ancora poco diffusa in alcune zone d’Italia. La diamantificazione delle ceneri, seppur innovativa come pratica, risponde in maniera moderna a un bisogno umano molto antico, quello di commemorare i propri cari e condividere il lutto, tramandando di generazione in generazione il ricordo di chi non c’è più“.

I prezzi variano a seconda della grandezza del diamante che si vuole ottenere, partendo da un minimo di circa 4mila euro fino a un massimo di oltre 20mila.Dipende come per gli altri diamante dal taglio e dalla lavorazione. Si possono ottenere pendenti, solitari, orecchini, qualsiasi monile si desideri e sia più congeniale allo stile del richiedente. Dopo la nascita di Algordanza dire che un diamante è per sempre è riduttivo perché un diamante va oltre la morte: è eterno ed infinito.

Valentina Roselli
Valentina Roselli
Laureata in Scienze Politiche, giornalista, ha iniziato come cronista per importanti testate nazionali e locali, ha collaborato con alcuni periodici di attualità occupandosi di politica ed è stata direttrice editoriale del quotidiano "Notizie Nazionali". Negli ultimi anni ha lavorato come ghostwriter e ha collaborato ad inchieste giornalistiche di attualità per radio e tv online.

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