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venerdì, Ottobre 7, 2022

Suicidio assistito in Italia: Mario, il primo italiano che vince la causa contro lo Stato

Mario (43 anni) è il primo malato ad aver ottenuto il via libera al suicidio medicalmente assistito in Italia. Da 11 anni vive paralizzato dalle spalle ai piedi a causa di un incidente stradale in auto. Lunedì, ha finalmente ottenuto il parere favorevole del Comitato Etico dell’Azienda Sanitaria delle Marche. Manca soltanto la definizione del processo di somministrazione del farmaco eutanasico.

Poteva morire in Svizzera

Da oltre un anno, Marco era stato accettato per porre fine alla sua vita in Svizzera, ma ha scelto di lottare con la burocrazia italiana. Associazione Luca Coscioni ha intrapreso questa battaglia accanto a lui e ha raccolto e depositato 1 milione 240 mila firme per il referendum sull’eutanasia. Sul piano giudiziario, l’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Coscioni ha intrapreso la battaglia legale che ha portato all’esito positivo. Mario adesso potrà scegliere quando morire. È libero di cambiare idea anche nell’ultimo istante ma se non lo farà, potrà avere accanto sua madre e tutte le persone care.  

Mina Welby, avv. Filomena Gallo, Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni)

L’iter burocratico

Mario è tetraplegico da 11 anni e riesce soltanto a muovere un mignolo. Il Comitato Etico ha mandato un’equipe di specialisti per valutare le 4 condizioni necessarie alla conferma del suicidio assistito. Loro hanno appurato che è tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, soffre di una patologia irreversibile, la sua malattia gli infligge sofferenze intollerabili ed è pienamente capace di prendere decisioni consapevoli. Dopo 15 mesi, tutti i medici che lo hanno visitato hanno confermato i 4 punti essenziali: Mario potrà morire ma solo se si autosomministra il farmaco letale senza l’aiuto di nessuno.

La vittoria come una rivoluzione

Mario ha scelto di dare l’annuncio della vittoria con il titolo della canzone dei Queen, “We are the champions” (Siamo campioni). Nell’anno quando celebriamo 30 anni dalla morte di Freddy Mercury, un italiano nelle Marche si sente padrone della propria vita e, soprattutto, della morte. “Mi sento più leggero, svuotato dalla tensione accumulata in questi mesi”, ha commentato Mario. Pur rimanendo immobile, Mario a fatto una rivoluzione.

Anca Mihai

Anca Mihai
Anca Mihai
Giornalista freelance corrispondente estero per varie testate romene. Dal 2003 annovera esperienze come corrispondente dall'Italia per la Televisione Alephnews, Kanal D, l'Agenzia Nazionale di Stampa Agerpres, il quotidiano Adevarul e Radio Romania Timisoara. Residente a Roma dal 2004, ha conseguito la seconda Laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università Sapienza di Roma. Nel 2000 si è laureata in Giornalismo e Inglese Applicato presso l'Università dell'Ovest di Timisoara.

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