10.3 C
Rome
martedì, Settembre 27, 2022

Quando ad abbaiare non sono solo i cani. Scontro aperto in Campidoglio sulla questione canili

Quando ad abbagliare non sono i cani ma gli umani lo vediamo in questi giorni con la polemica in Campidoglio tra il Movimento Cinque stelle e la giunta Gualtieri sulla gestione dei canili a Roma. A dar fuoco alla miccia il consigliere cinque stelle e vicepresidente della commissione ambiente Daniele Diaco.

Diaco accusa la Asl di inerzia

Dopo 15 anni di gestioni improprie abbiamo spezzato logiche di affidamenti diretti procedendo, proprio come richiesto dall’Anac, a bandi puliti e trasparenti per i canili della Capitale, che adesso sono gestiti da persone corrette e che sanno fare il loro mestiere. Inoltre abbiamo ristabilito un numero congruo di cani ospiti dei ricoveri. Oggi però c’è grande confusione su quello che l’amministrazione attuale intende fare e su quello che sta facendo: a causa dell’inerzia della Asl regionale di competenza, i canili di Ponte Marconi e Muratella infatti sono in condizioni pietose, fatiscenti e per nulla o poco sicuri per i loro ospiti a quattrozampe“. Scrive Diaco in una nota

Immediata la risposta di Rocco Ferraro, consigliere della lista civica del sindaco. “Davvero curioso leggere le parole che il consigliere Diaco riferisce sul tema dei canili comunali – afferma il consigliere capitolino– e lo è ancora di più se pensiamo che queste parole provengono da chi ha amministrato per cinque anni questa città, oltretutto da presidente della Commissione Ambiente. Siamo ben consapevoli delle condizioni in cui versano i canili, lo sono le associazioni e coloro che al tempo della consiliatura Raggi erano alle opposizioni, è davvero allucinante notare come certi temi divengano di interesse solo per poter fare propaganda politica, rimango basito al pensiero che il consigliere Diaco si sia accorto solo ora che i canili siano in condizioni precarie pur venendo da 5 anni in cui ha amministrato questa città“.

La vicenda

La polemica nasce da alcuni esposti presentati nei giorni scorsi sia all’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione sia in Procura sullo stato in cui si trovano i canili comunali della Muratella e di Ponte Marconi. A finire nel mirino è il dipartimento Tutela Ambiente del Campidoglio che secondo le accuse non rispetterebbe le regole agendo in “assenza di pianificazione e programmazione”. Tutto questo a danno degli animali che sono costretti a vivere in strutture sovraffollate e degradate. Anche il Ministero della Salute in una nota ha chiarito: “Ristrutturazione necessaria. Compromessi gravemente la salute e il benessere degli animali, nei ricoveri comunali della Muratella e di Ponte Marconi”.

L’Anac, chiamata ad esprimersi sul lavoro della Abivet S.rl., la società romana di servizi veterinari, ha infatti rilevato numerose criticità che non avrebbero messo l’azienda nelle condizioni di lavorare correttamente e ha dato tre mesi di tempo al dipartimento Tutela Ambientale per chiarire la situazione. Alla società romana era stata affidata per un anno, dietro un compenso di oltre 150 mila euro, la gestione e il controllo dello stato di salute di cani, gatti e altri animali domestici della Capitale, compresa la direzione sanitaria dei due canili comunali della Muratella e di Ponte Marconi.

Ma la situazione è diventata presto insostenibile ed è finita sul tavolo del ministero della Salute con una relazione molto dettagliata. I ricoveri attuali “necessiterebbero di una radicale ristrutturazione, ammodernamento e adeguamento alle norme edilizie, sanitarie e di sicurezza, oltre che di sovraffollamento, che compromettono gravemente la salute e il benessere degli animali ospitati”. Una situazione purtroppo non nuova per la città di Roma, ma già messa in evidenza nel 2006.

Gestione critica anche per gli affidi

 Anche sul fronte degli affidi la gestione è critica. Gli affidamenti, secondo l’Abivet creano confusione nella suddivisione dei compiti e fanno schizzare vertiginosamente i costi in un panorama già compromesso dall’assenza di ambulatori veterinari e, in certi casi, di autorizzazioni sanitarie. Il tutto mentre la procura di Roma lavora sugli esposti nati dopo la morte di alcuni ospiti del canile della Muratella

 “Invece di pensare ai massimi sistemi e a creare il maxi ospedale veterinario– aggiunge ancora Diaco- occorre intanto risistemare e rendere dignitoso quello che già c’è“.  La replica di Rocco Ferraro non si fa attendere: “Ricordo al consigliere che i fondi quando vengono messi a stralcio è perché se sono solo sulla carta ma non vengono predisposti i relativi atti amministrativi per attuarli poi devi stralciarli e rimetterli in seguito a bilancio, altrimenti i fondi vengono persi definitivamente se non impiegati in tempi consoni. Questo è quanto accaduto: dobbiamo ricominciare, anzi cominciare, a programmare in maniera seria e con una visione di ampio respiro a causa dell’incompetenza – o diciamo distrazione – di chi ci ha preceduto“.

Nei giorni scorsi, intanto, l’assemblea capitolina aveva chiesto l’istituzione di un garante degli animali. Con una mozione i consiglieri di Roma Capitale sollecitano il sindaco Roberto Gualtieri ad istituire questa figura, nuova per la città, che possa fare da coordinamento tra i cittadini, le associazioni animaliste e le istituzioni per la tutela del benessere e dei diritti degli animali, oltre ad occuparsi del problema delle botticelle e dei canili.

Martina Di Berardino

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Seguici sui Social
- Advertisement -spot_img

Latest Articles