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mercoledì, Giugno 29, 2022

Nei progetti dell’amministrazione la riqualificazione della Tenuta della Cervelletta

Roma Capitale vuole riqualificare e rendere fruibile il Casale e la Tenuta della Cervelletta, una delle aree più pregiate del quadrante est della Capitale. Il Sindaco Roberto Gualtieri ha quindi scritto al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, proprio per definire una collaborazione che abbia come obiettivo condiviso questa grande opera di recupero e tutela.

Il primo cittadino, nel ricordare come la struttura e l’area rappresentino “(…) un bene pubblico di grande rilevanza storica e identitaria della città” sottolinea infatti la fondamentale importanza di “(…) restaurarlo, valorizzarlo e restituirlo così alla cittadinanza” sempre “(…) tenendo ben presenti le esigenze dei territori limitrofi e con un percorso partecipato con le associazioni di quartiere per la sua futura funzione pubblica e sociale“. In questo senso il Sindaco ritiene fondamentale una stretta collaborazione con la Regione Lazio, sia in termini di risorse finanziarie che verso una comune strategia di recupero, proprio considerando l’attenzione che lo stesso Presidente Zingaretti ha riservato negli ultimi anni: “(…) alla salvaguardia del patrimonio e dei luoghi della cultura laziali“.

Il salone del piano nobile con stemma della famiglia Salviati

La Tenuta della Cervelletta

Il  Casale della Cervelletta è di origine medievale. Era un fondo di proprietà ecclesiastica. Nel XVI secolo la Famiglia Sforza rilevò la tenuta, tenendola fino al 1628, quando venne acquistata dal Cardinale Scipione Borghese. Alla famiglia Borghese si deve la  trasformazione del casale a residenza di campagna e lo sviluppo agricolo della tenuta. Nel 1835 il fondo e il casale passò alla famiglia Salviati, che realizzò la bonifica del territorio, attraverso opere di canalizzazione delle acque tuttora visibili nella tenuta.

Ad oggi complesso della Cervelletta si presenta come una struttura, frutto di stratificazioni secolari e delle trasformazioni funzionali che ha subito: da sistema fortificato a centro direzionale di una vasta tenuta agricola ed ancora a dimora signorile.

Le cantine del castello

La struttura è costituita da un corpo centrale voluto dai Borghese, il cui stemma di famiglia campeggiava sino al 1950 sulla finestra centrale del piano superiore; l’accesso al casale avviene attraverso un elegante portale che immette in un portico, il quale a sua volta conduce agli ambienti residenziali e, attraverso un cortile interno, agli spazi di servizio con le stalle ed i fienili. Nel piano nobile è un salone con camino, sul quale è dipinto lo stemma della famiglia Salviati; degna di nota è anche l’ampia loggia coperta, caratterizzata da due grandi aperture ad arco.

La tenuta della Cervelletta, anche grazie alla Regione, ha visto un utilizzo con le serate di “Notti di Cinema”, e può diventare un luogo di grande attrattività e un vero e proprio polo culturale di riferimento per un’ampia parte della città.

Carlo Saccomando
Carlo Saccomando
Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

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