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lunedì, Dicembre 5, 2022

Minorenne picchiato, derubato e umiliato sui social: fermata una baby gang

Sei i minorenni appartenenti alla baby gang. Oltre alle continua vessazioni nei confronti del coetaneo, filmate e pubblicate sui social, i giovani gli avevano venduto della droga e in diverse occasioni lo avevano istigato al suicidio

Hanno picchiato, rapinato, umiliato, ripreso con il telefonino e schernito sui social un loro coetaneo portandolo sull’orlo del suicidio, oltre anche a cedergli della droga. Per questo sei minorenni di Roma sono gravemente indiziati di spaccio di sostanze stupefacenti, atti persecutori, lesioni aggravate e rapina aggravata ai danni di un loro coetaneo e della madre. A ciascuno dei componenti della baby gang i carabinieri della Compagnia di Roma Trionfale hanno notificato una ordinanza applicativa di prescrizioni, emessa dal tribunale per i Minorenni di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Il gruppo di minori è gravemente indiziato di aver minacciato di morte la vittima, tentando di sottrargli il telefono cellulare e capi di abbigliamento griffati. I raid, nel corso dei quali il coetaneo veniva umiliato, costringendolo a inginocchiarsi davanti a loro, venivano filmati e diffusi sui social.

L’obiettivo era istigarlo al suicidio

Le indagini svolte dai carabinieri della stazione di Roma Monte Mario nel periodo compreso tra dicembre 2021 e febbraio 2022, scaturisce dalle confidenze fatte dal minore alla madre, dopo un malore per l’assunzione di sostanza stupefacente che gli era stata ceduta dagli indagati. Nel corso dell’indagine è stato possibile delineare i ruoli e i compiti dei giovanissimi, raccogliendo gravi elementi indiziari in ordine ad episodi di atti persecutori perpetrati nei confronti della vittima che veniva avvicinata ripetutamente all’uscita da scuola, colpita con calci e pugni e umiliata in strada, inducendo in un caso anche ideazioni suicidiarie.

I sei minorenni non potranno più avere contatti con la vittima

Il giudice ha prescritto ai sei minori colpiti dall’ordinanza di mantenersi ad una distanza di 50 metri dalla vittima, di interrompere qualsiasi contatto con la vittima, personale, telefonico o per il tramite di qualsiasi canale di comunicazione, anche telematica ed astenersi dal commentare il comportamento e le denunce della vittima, nonché mantenere contatti con il Sevizio Sociale, seguendone le indicazioni.

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