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mercoledì, Giugno 29, 2022

Lo Spallanzani commemora i due anni dal primo ricovero per Covid

Sabato mattina all’Istituto Spallanzani di Roma si è tenuta una cerimonia commemorativa a due anni di distanza dal ricovero della prima coppia di cinesi positivi al covid19. I due pazienti alloggiavano in un’albergo in Via Cavour ed erano rimasti ricoverati sotto ossigeno per settimane. Da lì a poco il coronavirus sarebbe diventata una pandemia.

La commemorazione

Il Direttore dell’Istituto Spallanzani, Francesco Vaia e l’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, davanti alla fontana, divenuta luogo simbolo dell’Istituto, hanno voluto ricordare il grande impegno della sanità regionale in questi due anni di pandemia e ringraziare tutti gli operatori sanitari per la professionalità e l’instancabile lavoro svolto per tutelare la salute di tutti noi. “Oggi ricorrono i due anni dai primi casi Covid in Italia. La coppia di coniugi cinesi Xianming Liu e Yamin Hu, fu il primo contact tracing del covid. Per la prima volta fu ricostruito tutto il percorso e l’albero dei contatti. Dopo alcune ore dal sopraggiungere del mezzo in bio-contenimento a via Cavour furono isolati anche il resto dei turisti che stavano viaggiando in pullman verso Cassino”, ha ricordato l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Spallanzani, Roma

Spallanzani, il primo istituto ad isolare il virus

Dopo 48 ore il virus fu isolato nel laboratorio di virologia dell’istituto Spallanzani e messo a disposizione il sequenziamento della comunità scientifica internazionale. La
coppia fu curata allo Spallanzani e successivamente al San Filippo Neri. Nel loro messaggio di saluto ringraziarono il nostro paese che avrebbe tanto voluto conoscere ma che il destino ha pensato diversamente per loro.

29 gennaio 2020

L’immagine della coppia di turisti cinesi, 67 anni lui e 66 lei, in ambulanza, con la maschera dell’ossigeno e le sirene lampeggianti, è stata la conferma che il Covid era entrato ufficialmente in Italia. Si parlava già, anche se timidamente di un virus sconosciuto e letale partito dal mercato del pesce di Wuhan. Non si sapeva ancora molto del virus cinese, da lì a poco sarebbero emersi il paziente zero di Codogno e i primi casi nel Veneto, il resto è storia. Una storia che continua.

Anca Mihai
Anca Mihai
Giornalista freelance corrispondente estero per varie testate romene. Dal 2003 annovera esperienze come corrispondente dall'Italia per la Televisione Alephnews, Kanal D, l'Agenzia Nazionale di Stampa Agerpres, il quotidiano Adevarul e Radio Romania Timisoara. Residente a Roma dal 2004, ha conseguito la seconda Laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università Sapienza di Roma. Nel 2000 si è laureata in Giornalismo e Inglese Applicato presso l'Università dell'Ovest di Timisoara.

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