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martedì, Giugno 28, 2022

Il Caravaggio offerto ai privati all’asta fallimentare di Villa Ludovisi

Per secoli, è rimasto nell’ombra. Un murale firmato da Caravaggio, l’unico prodotto da questo genio artistico, è stato messo all’asta con la villa dove si trova: il Casino dell’Aurora o villa Ludovisi Boncompagni. L’asta, alla quale sono stati invitati miliardari sconosciuti di tutto il mondo, è iniziata martedì 18 gennaio alle 15:00 ed è durata 24 ore. Il prezzo minimo di partenza era fissato a 353 milioni di euro. Erano ammessi a presentare offerte solo gli amatori che avessero pagato il 10% dell’offerta iniziale. Ebben l’asta è andata deserta, il prezzo era troppo alto: 170mila euro al metro quadrato.

Oltre all’eccezionale dipinto, questa residenza di 2.800 mq, situata nel pieno centro di Roma tra la famosa via Veneto, culla della Dolce Vita, e Piazza di Spagna, vanta affreschi del Guercino (1591-1666) e un sontuoso giardino .
Si era parlato come di potenziali acquirenti di Bill Gates o il Sultano del Brunei ma 471 milioni di euro, forse sono tanti anche per loro. L’asta è stata decisa da un tribunale di Roma per porre fine ai battibecchi tra gli eredi del principe Nicolò Ludovisi Boncompagni, capostipite di questa antica famiglia di nobiltà romana scomparso nel 2018.

L’opera del Caravaggio si trova al primo piano

L’opera del Caravaggio (Michelangelo Merisi, 1571-1610), che risale al 1597, si trova al primo piano della residenza. Questo dipinto ad olio del maestro del chiaroscuro, scomparso prematuramente all’età di 38 anni, rappresenta Giove, Plutone e Nettuno con al centro il globo terrestre ei segni dello zodiaco. “Si tratta probabilmente di una delle sue prime opere ed è molto interessante perché tratta un soggetto mitologico mentre Caravaggio dipinse quasi esclusivamente opere di carattere religioso”, come h a stimato lo storico dell’arte ed ex curatore museale Claudio Strinati.

Alla fine del XVI secolo la città pontificia era in piena effervescenza. Le ripercussioni della Riforma protestante – in particolare il sacco del 1527, il più grave dopo le invasioni barbariche, ma anche l’imponente calo demografico che ne seguì – furono assorbite. L’urgenza di creare un nuovo linguaggio artistico in linea con i principi della Controriforma spinse il papato a intraprendere colossali investimenti per il restauro di chiese e cappelle, nonché per la costruzione di nuovi palazzi, strade e piazze. Tale frenetica attività non manca di attrarre artisti da tutta Europa, contribuendo così al mito di Roma come capitale mondiale dell’arte. Tale è l’atmosfera che si respira nella Città Eterna quando il giovane Michelangelo Merisi detto il Caravaggio arrivò a Roma e dipinge le sue prime opere. L’incontro dell’artista ribelle e provocatorio con Roma segnò per sempre il destino di entrambi e questa influenza traspare profondamente nell’opera del Caravaggio a Villa Ludovisi.

Indignazione per la messa all’asta

Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha scritto a gennaio al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e al suo collega dell’Economia, Daniele Franco, per sensibilizzare sul caso. Secondo la legge italiana, lo Stato può esercitare il proprio diritto di prelazione solo dopo che sia stato effettivamente acquistato da un privato, entro 60 giorni dalla conclusione della vendita e offrendo lo stesso prezzo di acquisto. Ciò che resta della Villa Ludovisi, cantata da Nicolas Gogol, Henry James e Gabriele D’Annunzio come una meraviglia d’Italia è stato messo all’asta a privati , quando lo Stato avrebbe dovuto esercitare il diritto di prelazione sull’inestimabile dipinto di Caravaggio del valore di 350 milioni di euro.

Il nome del Casino dell’Aurora, nato come dependance della Villa Ludovisi, oggi scomparsa, si deve invece all’affresco del Guercino raffigurante la dea Aurora sul suo carro. “E’ un edificio molto bello, molto importante, con la presenza di questi bellissimi dipinti, quindi sarebbe molto positivo che diventasse un bene pubblico e potesse ospitare un museo e attività culturali”, giudica Claudio Strinati.

Valentina Roselli
Valentina Roselli
Laureata in Scienze Politiche, giornalista, ha iniziato come cronista per importanti testate nazionali e locali, ha collaborato con alcuni periodici di attualità occupandosi di politica ed è stata direttrice editoriale del quotidiano "Notizie Nazionali". Negli ultimi anni ha lavorato come ghostwriter e ha collaborato ad inchieste giornalistiche di attualità per radio e tv online.

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