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mercoledì, Giugno 29, 2022

I Fori romani si reinventano con Forof

Il risveglio culturale della Capitale è quel che i romani più attendono. Ma ci vuole la voglia di investire. Un referente istituzionale ricettivo. Una burocrazia meno ostile. E più di tutto, ci vogliono idee. Quelle che servono per tornare a ridare una prospettiva internazionale a Roma, senza rinnegare la sua vocazione storica. Ma Roma non può essere un museo a cielo aperto. Deve inventare spazi nuovi, complessi, ibridi, innovativi.

Un investimento da 800mila euro

Come quelli che prova, da oggi, a mettere a disposizione dei visitatori FOROF. Con un investimento di 800.000 euro, un collettivo di architetti e di artisti ha inventato uno spazio espositivo che promette di cambiare l’approccio di romani e turisti con l’area dei Fori imperiali. Un luogo di rinascita, di aggregazione e di scambio, ospitato su due livelli di Palazzo Roccagiovine – proprio a ridosso della Basilica Ulpia e della Colonna Traiana – che si aggiunge agli ormai numerosi interventi di valorizzazione del patrimonio di Roma promossi dalla famiglia Fendi negli ultimi anni. Fra questi, ricordiamo Palazzo Rhinoceros – Fondazione Alda Fendi, nei pressi dell’Arco di Giano, in un palazzo storico riprogettato da Jean Nouvel, e il recente restauro – in partnership con il Parco archeologico del Colosseo – del Tempio di Venere a Roma.

Atmosfere da avanguardia

Ispirato alle atmosfere dei caffè culturali delle Avanguardie del Novecento – dal Cabaret Voltaire di Hugo Ball e Emmy Hennings, al Bal TicTac ideato da Giacomo Balla, fino all’Art Club fondato a Roma dopo il secondo conflitto mondiale – FOROF incentra la sua mission sull’utilizzo dell’archeologia come stimolo per la produzione culturale contemporanea. «Roma ha sempre attirato artisti, scrittori, intellettuali da tutto il mondo, esercitando su di loro un fascino misterioso. Ancora oggi la produzione artistica contemporanea in città è costantemente sottoposta al confronto con la storia e l’antico» – sottolinea la fondatrice Giovanna Caruso Fendi. «Oggi FOROF non soltanto offre agli artisti la possibilità di misurarsi con un patrimonio straordinario, ma vuole essere anche un modo responsabile e trasparente di restituire alla comunità, attraverso la lettura contemporanea, l’esperienza di un luogo unico al mondo».

Le rovine riprendono vita

Così, le rovine archeologiche riprenderanno vita, in maniera ciclica, grazie all’intervento di artisti nazionali e internazionali, in un duplice processo che restituirà alla storia e al patrimonio l’assoluta contemporaneità, e agli autori di opere e performance il fondamentale ruolo di attivatori culturali per la società contemporanea. Gli artisti entreranno, quindi, in scena per confrontarsi con lo spazio e immaginare, attraverso mostre e installazioni ambientali, un racconto contemporaneo tradotto, per il visitatore, in un’esperienza unica e immersiva. La programmazione culturale prevede due produzioni l’anno della durata di circa cinque mesi, ciascuna delle quali affiancata da attività didattiche dedicate ai progetti ospitati e al patrimonio archeologico custodito dai suoi spazi. Il primo atto è affidato a LOVOTIC di SOUNDWALK Collective con Charlotte Gainsbourg, Lyra Pramuk, Atom™, Paul B. Preciado e Willem Dafoe, un’installazione immersiva – visitabile fino al 15 luglio – in dialogo con gli scavi della Basilica Ulpia. FOROF si trova a Piazza del Foro Traiano 1 ed è visitabile, su prenotazione, dal mercoledì alla domenica, dalle ore 11.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00).

Aldo Torchiaro
Aldo Torchiaro
Ph.D. in Dottrine politiche, giornalista professionista dal 2005, vive a Roma da dove scrive di attualità e politica con interviste e inchieste.

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