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mercoledì, Giugno 29, 2022

E’ la Roma a non essere Special

Mourinho non sta rendendo “Special” la Roma, la Roma ha normalizzato Mou. E’ qui che si genera il cortocircuito di preoccupante involuzione in cui è caduta la squadra giallorossa. “Sono i giocatori a dover salire al mio livello”, pretendeva l’allenatore portoghese. Ora invece si ritrova lui risucchiato in una spirale di mediocrità tecnica, tattica e caratteriale. Era chiaro, da ben prima dei brutti pareggi con Genoa e Sassuolo, come fosse totalmente inutile sperare di ottenere risultati affidando una squadra di questo livello a un allenatore con le caratteristiche di Mourinho. Un mix fatale che ha portato al bilancio più che deludente finora di questa stagione. Come negli ultimi anni, la Roma, che sopporta il terzo/quarto monte ingaggi della Serie A, a febbraio è già fuori dalla lotta Champions e sprofondata nell’anonimato del campionato. Resta l’unica speranza della Conference League, ultimo obiettivo vero rimasto.

Le ragioni del flop

Una rosa di scarsa qualità e personalità, più di qualche decisione arbitrale controversa. Mourinho non va così lontano dalla realtà quando dice che il Sassuolo, pur privo di due dei suoi migliori giocatori quali Scamacca e Raspadori, ha più qualità tecnica della Roma. Anche contro i neroverdi la squadra ha dimostrato enormi limiti dal punto di vista tecnico e del palleggio, con tanti errori. Ne è venuta fuori un’altra partita scialba e triste, che i giallorossi stavano comunque portando a casa prima dell’ennesimo suicidio calcistico. Neanche i migliori allenatori del mondo possono far nulla di fronte ad errori marchiani come quelli commessi da Rui Patricio prima e Karsdorp poi. Vi sono poi gli enormi limiti caratteriali dei giocatori, che nemmeno Mou sta riuscendo a limare e che anche in questa stagione sono venuti a galla specialmente contro le squadre più titolate, dando origine al blackout contro la Juve e agli approcci di partita sbagliati contro Inter e Lazio.

La Roma però ha perso molti punti anche contro le medio-piccole, grazie ai quali avrebbe potuto essere in piena lotta per il quarto posto (Bologna, Venezia, in casa con Samp e Genoa su tutte). Gli errori arbitrali hanno contribuito, ma sono solo una parte del problema. Qui veniamo alle colpe di Mourinho: l’allenatore portoghese ha cambiato più volte modulo senza riuscire a dare un’identità di gioco alla squadra. Ma c’è una grande attenuante. Il peccato originale lo si deve andare a ricercare nel mercato estivo, quando non essendo riusciti ad arrivare a Xhaka si è cambiata totalmente direzione lasciando scoperta la casella del regista tanto richiesto dall’allenatore. Colpa del mercato di reazione dettato dagli imprevisti Spizzanola e Dzeko. Ma questo è. Un problema evidenziato anche ieri, con Mkhitaryan arretrato per cercare di dare un po’ di fosforo a centrocampo.

Ennesima rivoluzione

Oltre ai quattro epurati partiti a gennaio, ora sono tutti sotto esame, come sottolineato dal gm Tiago Pinto. La seconda parte di stagione sarà un cast per capire chi farà parte della Roma che verrà. Poi a giugno sarà tempo di una nuova, inevitabile rivoluzione sul mercato. A Mourinho servono calciatori più forti e più pronti. Sperando che i Friedkin abbiano voglia di investire altri cento milioni per costruire una Roma a immagine e somiglianza dello Special One.

Davide Di Bello
Davide Di Bello
Laureato in comunicazione e giornalismo, faccio il giornalista per avere una finestra privilegiata sul mondo. Sono professionista dal 2019, ho collaborato con testate locali e collezionato alcune presenze in testate nazionali. Lo sport è stato il mio primo amore. Penso che il solo modo per restituire valore al giornalismo sia realizzare contenuti di qualità. Da gennaio 2022 curo la redazione sportiva di "Roma Top News"

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