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giovedì, Dicembre 8, 2022

“Cucina Mobile” per i senza tetto, Leo Gassman presente all’inaugurazione

Presentato ieri sera in piazza San Pietro il nuovo servizio della ‘Cucina Mobile’ di Fondazione Progetto Arca onlus, che proprio da giovedì 17 febbraio si è attivato per distribuire pasti caldi alle persone senzatetto che dimorano nelle strade dei Municipi I e XV.

I volontari di Progetto Arca distribuiscono cibo alle persone senza dimora della zona di San Pietro da oltre 10 anni; negli ultimi mesi hanno operato utilizzando mezzi propri, mentre ora con l’arrivo della Cucina Mobile, con fornelli, forno e bollitori a bordo, si migliora e potenzia il servizio per raggiungere quante più persone possibili.

Da un giorno all’altro le persone in strada si sono trovate sole, senza la rete di supporto a loro conosciuta e necessaria per sopravvivere. Per la prima volta abbiamo incontrato persone senzatetto che non mangiavano da giorni” spiega Alberto Sinigallia, presidente di Progetto Arca. “Da qui la decisione di non chiuderci in casa ma di inventarci qualcosa per star loro vicino. Abbiamo allora messo le ruote alla cucina: i senzatetto non potevano recarsi a una mensa e siamo andati noi da loro”.

Leo Gassman

Si porta il ristorante a chi non ha da mangiare

Questa cucina mobile è una bella notizia per la città di Roma, una nuova modalità ‘trendy’ di food truck per portare il ristorante a chi non ha la possibilità di andarci. Proprio in questa piazza Papa Francesco ha affermato che ‘siamo tutti sulla stessa barca e nessuno si salva da solo, ma dobbiamo remare tutti insieme’: partiamo da un pasto, un primo contatto per aiutare le persone fragili a riprendere una vita normale. Ringrazio la Fondazione Progetto Arca per questo servizio innovativo e speriamo di riuscire a replicare questo modello e a fare rete anche con le altre Associazioni“. Ha sostenuto l’Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale Barbara Funari.

Presente all’inaugurazione anche il cantante Leo Gassman che ha detto che “i giovani devono essere coinvolti di più e portati a conoscenza delle tante realtà di volontariato”.

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