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sabato, Agosto 20, 2022

Corsi e ricorsi storici: dalle manette al telefono, Mourinho non è cambiato

Il 22 febbraio 2010 José Mourinho, tecnico dell’Inter, viene squalificato per tre giornate: “Per aver contestato apertamente l’operato arbitrale con atteggiamenti plateali, in particolare mimando le manette: per aver inoltre, nell’intervallo, rivolto all’arbitro e agli assistenti espressioni ingiuriose e per avere, nel corso della gara, contestato ripetutamente la presenza dei collaboratori della Procura federale”. Il riferimento è a quanto accaduto due giorni prima a San Siro, nel corso di Inter-Sampdoria, con i nerazzurri ridotti in 9 uomini già dopo 38 minuti di gioco. La partita terminerà 0-0 ma le manette mimate da Mourinho hanno fatto rumore.

Lo stesso giorno di dodici anni dopo il tecnico portoghese è stato squalificato per due turni e multato per 20 mila euro per quanto accaduto in Roma-Verona di sabato scorso. Mourinho è stato allontanato dal terreno di gioco dall’arbitro Pairetto dopo aver mimato il gesto del telefono per protesta nei confronti del direttore di gara. Le insinuazioni rivolte questa volta riguardano il fratello del direttore di gara, che lavora nella Juventus, e soprattutto il padre, ex designatore degli arbitri, coinvolto nello scandalo di Calciopoli.

Insomma Mou negli anni non è cambiato poi così tanto come voleva farci credere appena arrivato nella capitale. La strategia comunicativa è sempre quella: cercare nemici all’esterno per consolidare il gruppo intorno a lui e farlo rendere al massimo. Nell’anno in cui la quota Champions si abbassa sensibilmente per la Roma sarebbe delittuoso non provare a concorrere per il quarto posto, oggi distante sei punti. Il pessimismo che alleggia intorno Trigoria, però, non è dato tanto dalla distanza dalla Juventus, ma dalla crisi di gioco in cui la squadra giallorossa è precipitata.

E se finora il messaggio non ha fatto grande presa sui giocatori della Roma come riuscì all’Inter (“Nessuno ce l’ha con noi, dobbiamo cambiare atteggiamento con gli arbitri”, aveva dichiarato pochi giorni fa il capitano Lorenzo Pellegrini a La Gazzetta dello Sport), ha avuto eccome il suo effetto sulla piazza, totalmente schierata dalla parte del tecnico nonostante i risultati negativi. In uno striscione apparso fuori dai cancelli del centro sportivo, i tifosi gli hanno “consegnato le chiavi della città”. E lo stesso continua a pensare la proprietà: i Friedkin non mettono in discussione il progetto triennale e la squadra dell’anno prossimo verrà costruita sotto l’egida dello Special One.

Davide Di Bello
Davide Di Bello
Laureato in comunicazione e giornalismo, faccio il giornalista per avere una finestra privilegiata sul mondo. Sono professionista dal 2019, ho collaborato con testate locali e collezionato alcune presenze in testate nazionali. Lo sport è stato il mio primo amore. Penso che il solo modo per restituire valore al giornalismo sia realizzare contenuti di qualità. Da gennaio 2022 curo la redazione sportiva di "Roma Top News"

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