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sabato, Giugno 25, 2022

Commissione Pari Opportunità, Cicculli: “Montevideo modello per costruire una città femminista”

L’esperienza femminista di Montevideo è stata al centro della seduta odierna della Commissione Pari Opportunità per approfondire come la capitale dell’Uruguay stia sperimentando un modello urbano in cui gli spazi e i luoghi di incontro, spesso recuperati dai beni in disuso, siano ripensati per essere fruiti in una prospettiva di genere. 

In collegamento sono intervenute Silvana Pissano, Presidente del Municipio B Montevideo, Solana Quesada, Direttrice della Divisione Consultiva per l’Uguaglianza di genere del comune di Montevideo, e Adriana Goni, Dipartimento di Studi urbani dell’Università dell’Uruguay.

“Il confronto con altre città che hanno avviato un percorso chiaro di trasformazione urbanistica che valorizzi le differenze e stimoli il dibattito politico verso la realizzazione di una piena inclusione sociale è fondamentale” ha dichiarato la presidente Michela Cicculli.  

“Se vogliamo che Roma apra lo sguardo in ottica femminista, – ha spiegato la consigliera di Sinistra Civica Ecologista in Assemblea Capitolina – dobbiamo mappare la città e costruire nuovi territori o rigenerare quelli abbandonati per accogliere e ascoltare le diverse dimensioni dell’abitare, del vivere e del fare rete. Sarà una strada non facile perché bisogna ribaltare la prospettiva culturale con cui le scelte urbanistiche sono state fatte fino adesso e dare spazio a nuovi modi di concepire i luoghi”.

Abbiamo fretta di partire non solo guardando a esperienze internazionali come quella di Montevideo, ma anche ispirandoci a Milano dove l’Atlante di genere, che abbiamo voluto presentare venerdì scorso in Campidoglio, si è rivelato uno strumento utile a evidenziare il gap tra pianificazione urbana e attuazione delle politiche di genere. Il nostro compito politico sarà smontare gli stereotipi anche nell’architettura e nella struttura della città per restituire protagonismo alle donne nell’immaginare contesti più inclusivi e attenti alle necessità di chi vi abita, in una dinamica attiva e partecipativa di dialogo e di ascolto” ha concluso infine Cicculli. 

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