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venerdì, Ottobre 7, 2022

Chi ha proposte contro la corruzione può inviarle al comune fino al 15 gennaio

Dal tre gennaio è stato pubblicato l’avviso relativo alla consultazione pubblica per l’acquisizione delle proposte e delle osservazioni, da parte di cittadini, stakeholders, associazioni e altre organizzazioni che curano gli interessi della collettività, ai fini dell’aggiornamento del Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza per il triennio 2022-2023-2024.

Le proposte, possono essere inoltrate fino al 15 gennaio 2022 al seguente indirizzo: aggiornamento.ptrpc@comune.roma.it utilizzando il modulo allegato ed inserendo nella mail il seguente oggetto: aggiornamento del Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza (PTPCT) per il triennio 2022-2023-2024.

Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione

Nella relazione con la quale si presenta il piano triennale contro la corruzione si pone l’accento sulla criticità generata dalla pandemia che è terreno fertile per il reinvestimento dei capitali illeciti della rete criminale presente nella città. Sul punto chiarissime sono le parole del Comandante Provinciale della Guardia di finanza, circa “…la disinvoltura con cui si accordano per interessi di carattere economico gli appartenenti alle varie forme di criminalità organizzata, anche di tipo mafioso, sia tradizionali che autoctone, secondo la quale la vera forza di intimidazione…si va sempre più concentrando nel potere economico e relazionale…nei vari ambiti produttivi in cui si insinuano“.

Pandemia determinante per inquinamento dell’economia

Le indagini condotte in questi ultimi anni, hanno infatti evidenziato come i reati tipici di questo sistema, quali la corruzione, le fittizie intestazioni ed il riciclaggio necessitano di una consolidata zona grigia che vede la presenza di professionisti dei vari settori, quali commercialisti, avvocati, notai indispensabili per costituire i presupposti formali che servono per dar vita al circuito; imprenditori e in particolare quelli già indeboliti dalla crisi economica, quali porte di ingresso per una penetrazione a ragion veduta nel contesto economico infiltrato; figure istituzionali e
semplici appartenenti alla P.A. utili per agevolare l’attività criminale …”.
Si ribadisce che il rischio di inquinamento dell’economia è stato ulteriormente accentuato dalla crisi pandemica in particolare per l’ulteriore espansione delle condotte usurarie che potrebbero andare a intaccare non solo le piccole e medie imprese ma anche i singoli.
Per questo l’amministrazione e le forze dell’ordine hanno deciso di fare squadra con la popolazione per trovare soluzioni all’invasione dei colletti bianchi della criminalità. Il coinvolgimento potrebbe essere provvidenziale, qualora un buon consiglio riuscisse a scongiurare il pericolo imminente.

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