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giovedì, Giugno 30, 2022

Arrestato il killer di Shehaj Selavdi e Fabrizio Piscitelli

Dopo due anni di indagini è finito in galera Raul Esteban Calderon, argentino, 51 anni, l’uomo che vestito da runner nel settembre del 2020 , ha sparato sulla spiaggia di Torvaianica all’albanese Shehaj Selavdi, e nell’agosto del 2019 nello stesso modo avrebbe freddato Fabrizio Piscitelli detto Diabolik, capo degli ultras della Lazio e uno dei capi dello spaccio più potenti della Capitale. Il killer è stato arrestato al Trullo, periferia sud-ovest di Roma.  Si tratterebbe di un sicario professionista assoldato per far fuori gli avversari negli scontri tra bande criminali a Roma.

Con Calderon è finito in manette anche Enrico Bennato, 53 anni fratello di Leandro Bennato gambizzato nel novembre 2019 e nipote del boss di Casalotti, Walter Domizi, detto “il Gattino”. In casa di Enrico Bennato sono state trovate delle armi ricollegabili al delitto

Incastrato principalmente da un video

Ad incastrare il sicario argentino un video che ha filmato l’esecuzione e le intercettazioni ambientali nel carcere di Rebibbia e le dichiarazioni degli uomini di Piscitelli alle forze dell’ordine che sapevano chi doveva incontrare Diabolik, al parco degli Acquedotti di Roma il 7 agosto 2019.

Quel giorno Piscitelli aspettava seduto su una panchina quando un uomo vestito da runner e il volto coperto passandogli accanto gli aveva sparato con una pistola dotata di silenziatore. Stessa identica scena sul lungomare di Torvaianica nei confronti del 38enne albanese Shehaj Selavdi, detto “Simone”. Hanno indagato sul delitto i carabinieri di Frascati,

La conferma della colpevolezza di Calderon è arrivata grazie ad un video girato da una telecamera di videosorveglianza di un palazzo di via Lemonia, di fronte al Parco, dove si vedeva chiaramente Diabolik e il suo assassino. Dopo il video è stata acquisita una ulteriore prova tecnica il 29 aprile scorso. Con un in un nuovo sopralluogo della Squadra Mobile, al Parco degli Acquedotti con i periti dal Politecnico di Torino che piazzarono uno scanner terrestre ricostruendo tridimensionalmente la scena del crimine e tratteggiando il profilo del sospettato.

Ulteriore prova

L’immagine prodotta dallo scanner combaciava perfettamente con il corpo fisico del Calderon . In una nota il procuratore di Roma, Michele Prestipino spiega: “Dall’analisi tecnica del filmato dell’omicidio eseguita prima dalla polizia Scientifica e successivamente dal consulente tecnico incaricato dalla procura è emersa una chiara compatibilità tra il killer visibile nel filmato e il soggetto gravemente indiziato“. Acquisite le prove il gip ha convalidato il fermo a carico del Calderon e di Bennato con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso. Adesso si devono scoprire i mandanti.

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