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martedì, Giugno 28, 2022

Abdu’l-Bahá, cento anni fa moriva il figlio del fondatore della Fede bahá’í. Le comunità romane festeggiano

Preghiere, musica, storie e rappresentazioni artistiche. Così la comunità baha'ì di Roma commemorerà nella notte tra il 26 e il 27 novembre i cento anni dal trapasso di Abdu'l Bahá.

Con due momenti in contemporanea, uno al centro nazionale bahá’í ai Parioli, e l’altro, al centro educativo bahá’ì di Torpignattara, la comunità bahai ricorderà la vita di Abdu’l-Bahá, figlio di Bahá’u’lláh, il fondatore della Fede bahá’í.

Come tutte le comunità bahá’ì nel mondo, nella notte tra il 26 e il 27 novembre, anche nella capitale i 100 anni della morte di Abdu’l Bahá saranno celebrati con preghiere, musica, storie e rappresentazioni artistiche. Le celebrazioni si terranno alle 21,00 al centro nazionale bahá’í Parioli in via A. Stoppani, 10 e al centro educativo di Torpignattara in via Bernardo Buontalenti, 29.

Chi è Abdu’l-Bahà

Nato a Teheran nel 1844, Abdu’l-Bahà fu testimone fin dalla nascita del messaggio religioso portato dal padre e incentrato sui principi della pace universale e dell’unità del genere umano.
Per gran parte della sua vita, Abdu’l-Bahà visse però in prigionia, condividendo con il padre, Bahá’u’lláh, i tanti decenni di reclusione ed esilio a causa delle azioni dei governanti degli imperi persiano e ottomano. Liberato nel 1908 dalla città prigione di Akká, in Palestina, Abdu’l-Bahà si dedicò a diffondere in tutto il mondo il messaggio del padre. Dal 1910 al 1913, dopo mezzo secolo di prigionia, viaggiò in Europa e in Nord America, conversando con migliaia di persone senza distinzioni di etnia, cultura, genere, religione o provenienza sociale. In molti dei suoi discorsi, incoraggiò la fondazione di istituzioni locali bahá’í e guidò nascenti iniziative educative, sociali ed economiche.

Abdu’l-Bahá nel 1912

Gli insegnamenti di Abdu’l-Bahá

Abdu’l-Bahá insegnegnò la liberta da ogni forma di pregiudizio, la nobiltà dell’essere umano, la parità tra donne e uomini e l’armonia tra scienza e religione, ‘Abdu’l-Bahá fu inoltre interprete autorevole di centinaia di scritti lasciati da Bahá’u’lláh. Tante le persone, allora e oggi, che continuano a trarre ispirazione dal suo esempio nel lavorare per l’unità, per la pace tra le nazioni, il superamento dei pregiudizi e la giustizia sociale. Il centenario del trapasso di ‘Abdu’l-Bahá vuole quindi rendere omaggio alla sua opera e al suo costante servizio disinteressato all’umanità.

La comunità bahá’í a Roma e in Italia

La storia della Fede bahá’í in Italia ha origine agli inizi del ‘900 quando credenti bahá’í americani si fermarono nella penisola come tappa intermedia del loro viaggio verso la Terra Santa per visitare ‘Abdu’lBahá. Nel corso degli anni le prime comunità si sono successivamente radicate nel territorio, dando origine a una struttura organizzativa progressivamente più complessa. Oggi in Italia, i bahá’í sono circa 5000.

La comunità bahá’í italiana è rappresentata dall’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í d’Italia, che nel 1966 ha ottenuto il riconoscimento come ente di culto ed è composta da nove membri eletti dai delegati dell’intera comunità italiana. Ispirati da insegnamenti come l’unità del genere umano, l’origine divina di tutte le religioni, l’uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna, la totale eliminazione di pregiudizi, l’armonia fra scienza e religione, l’unità nella diversità, la protezione dell’ambiente, e altri, animati da quello che i loro scritti definiscono “spirito di servizio”, i bahá’í. Gli italiani, come i loro correligionari di tutto il mondo, lavorano per l’esecuzione di un progetto di trasformazione spirituale e sociale.

Presente a Roma dagli anni ’50, la comunità bahá’í si dedica a promuovere principi tra i quali l’unità del genere umano, della parità tra uomo e donna e l’armonia tra scienza e religione, con iniziative in ambito educativo, del dialogo interreligioso e della coesione sociale.

I primi membri della comunità bahá’í, di Roma (1948)



Valentina Roselli
Valentina Roselli
Laureata in Scienze Politiche, giornalista, ha iniziato come cronista per importanti testate nazionali e locali, ha collaborato con alcuni periodici di attualità occupandosi di politica ed è stata direttrice editoriale del quotidiano "Notizie Nazionali". Negli ultimi anni ha lavorato come ghostwriter e ha collaborato ad inchieste giornalistiche di attualità per radio e tv online.

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